SARAI MIGLIORE – DISCRIMINAZIONE DI GENERE

foto mamma cucina stira papà legge lavora parità genere discriminazione genere femminismo maschilismo sessismo

Discriminazione di genere nella scuola

Te lo spiego io bimba mia.
Ti spiego che questo è un semplice esercizio di grammatica e di logica, in un libro di seconda elementare che spero ti dimenticherai di aver visto. E tale deve rimanere.

Che sicuramente la scelta dei verbi poteva e doveva essere migliore, anche perché oggi, in molte famiglie, come nella tua ad esempio, la mamma lavora e legge molto più del papà, che però cucina e pulisce senza paragoni.

E io ho studiato su quegli stessi libri quando ero piccolina, con quelle stesse idee arcaiche, ma tuo nonno a casa ha sempre lavato i piatti e, tra i due, la tua nonna ha sempre guadagnato di più.
Quello scritto in un libro di scuola non avrebbe mai potuto influenzare la visione della vita in cui sono stata quotidianamente immersa, l’esempio che ho avuto davanti agli occhi. Questo è quello che conta e che ti rimarrà impresso nella mente. Questo definirà ciò che sarai. I fatti, non le parole.

Ma quello che ti vorrei spiegare oggi, prendendo questo esercizio come scusa e non come manifesto del femminismo, è che per te sogno un mondo in cui, quando sarai donna e ti troverai davanti a questi stereotipi, perché purtroppo ti ci ritroverai ancora, nonostante le battaglie e nonostante le dimostrazioni, tu possa non sentirti assolutamente toccata da questa scelta anacronistica di associazioni di idee. Che tu ci possa passare sopra semplicemente constatando che la scuola, tristemente, sarà sempre un passo indietro rispetto al mondo e che l’impegno per reggere il confronto con la realtà, spesso, sarà troppo faticoso per un sistema formativo inesorabilmente vecchio.

Perché nel frattempo, le donne sono andate nello spazio, hanno scoperto la cura per malattie rarissime, si sono candidate per la presidenza degli Stati Uniti, presidiano i cantieri più all’avanguardia del mondo. E la scuola dovrebbe occuparsi di coniugare il futuro, non il passato. E in quel futuro, se una donna sceglie di stare a casa e occuparsi della famiglia è perché lo vuole, non perché deve. È perché lo desidera o lo preferisce ad altre scelte, in una valutazione complessiva delle priorità e della vita.

Ma finché queste cose ci toccheranno sul vivo, significherà che saremo ancora in battaglia, lontane dall’obiettivo. Di certo non si può rimanere indifferenti, perché gli stereotipi si trascinano e creano un sottile contesto in cui si sedimentano le idee. Ma se coglieremo ogni spunto per sottolineare di essere vittime di un sistema, tali continueremo a rimanere e tali gli uomini continueranno a considerarci e reputarci.

Ci tengo a spiegarti anche che la realtà e l’esempio che avrai intorno a te prevarranno su qualsiasi visione distorta e limitata che per errore, superficialità o precisa volontà, qualcuno cercherà di inculcarti.
Che quando al supermercato, davanti agli assi da stiro, mi hai chiesto cosa ci facessero lì le tavole da surf, ho capito che è l’esperienza vissuta che fa la differenza: noi che al posto che stirare i panni andiamo al lago a passeggiare e a guardare le ragazze che fanno kite, sfrecciando tra le onde, immaginandoci quando lo farai anche tu.

E noi genitori, oltre ad avere il sacrosanto diritto di non voler vedere queste etichette sui libri sui quali studiano i nostri figli senza che questo venga declassato a semplice isterismo collettivo da chi non perde occasione per ergersi a filosofo della vita, abbiamo il compito, ogni giorno, di dimostrare che nessuno stereotipo e nessun preconcetto potranno mai determinare quello che i nostri bambini vorranno diventare. Nessuno.

Perché la cima spetta a chi è migliore e “migliore” non ha nessuna connotazione di genere.

ARTICOLI CORRELATI

La mamma lava e stira, il papà legge e lavora, femminismo, maschilismo, sessismo, discriminazione di genere, discriminazione sessuale, discriminazione sul lavoro, uomini e donne, parità di genere.