COME GESTIRE I CAPRICCI: IL LATO POSITIVO

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Un capriccio, l’ennesimo.
Di quelli apparentemente senza senso, di quelli che fai quando sei stanca. Di quelli che fanno perdere la pazienza anche ad una come me, che con voi la pazienza non la perde davvero mai.

Tranne quando per ore mantieni quel piagnucolio latente, che ad ogni “no” si trasforma in tragedia. Lì davvero mi porti all’esasperazione. Perché so che quel “no” resterà tale, perché mi stai chiedendo qualcosa su cui non sono disposta a trattare, qualcosa che sai già che non ti concederò eppure me lo proponi, conoscendo già la risposta che avrai, e quando la ottieni urli, come se non te lo aspettassi.

E penso ai “no” che riceverai nella vita, forti e violenti, duri, difficili da accettare. E penso che il mio ruolo sia anche quello di insegnarti ad accettarli, di aiutarti a capire che ci sono “no” che nemmeno le lacrime trasformeranno mai in “si”. Che tante volte dovrai ingoiare bocconi amari, affrontare la delusione, superare la frustrazione.

Ed è per questo che io ho scelto di essere una mamma dai pochi “no” ma su quei “no” sono irremovibile. E tu non lo sopporti. Piangi. Io non lo accetto. Perdo la pazienza. E credo che quei pochi “no” che ti impongo, dovresti sopportarli e comprenderli. Senza pretendere altro, senza insistere, senza fare scenate. Senza rendere sempre il mio compito così difficile.

Poi però spesso ci penso, non te lo dirò mai, ma lo scrivo qui, come se fosse un angolo del mio essere mamma.

E no, onestamente non vorrei mai crescere una bambina che accetti i “no” che le vengono imposti, con rassegnazione. Pochi o tanti che siano. Giusti o sbagliati. Non è vero che vorrei che rinunciassi alle tue richieste inutili, ai tuoi desideri irrealizzabili, alle pretese senza senso. Tu hai il dovere di credere in quello che vuoi, di pretenderlo con tutte le tue forze, di chiederlo urlando a gran voce, sperando fino all’ultimo che la tua richiesta venga accolta. Non rinunciarci solo perché insistere a volte si rivela troppo faticoso.

Sarà compito mio resistere alle tue lacrime, sopportare le tue urla, imparare a gestire le tue reazioni se davvero il mio “no” merita di essere sostenuto.
Tu invece insisti!
Voglio che tu cresca capace di sostenere le tue idee con coraggio, determinazione e sicurezza. Senza accettare mai che le tue esigenze possano essere considerate inutili. Nemmeno da me.

Sarà compito degli altri convincerti che siano sbagliate.
Sarà compito tuo resistere e riflettere, accettare i “no” solo dopo che avrai fatto il possibile perché diventino “si”, dopo aver giocato tutte le carte a tua disposizione, quelle che di volta in volta l’età e l’esperienza infileranno nel tuo bagaglio, senza arrenderti solo per paura o per stanchezza.

Allena il tuo carattere, la tua determinazione, l’entusiasmo. Allena la forza, la convinzione, la capacità di insistere e di resistere.
Imparerai col tempo quali sono le battaglie che vale la pena combattere e su quali invece potrai cedere senza sprecare energie.

Io continuerò a dirti dei “no“, ma tu, ti prego, continua a pretendere che diventino “si”, anche quando io, con tutte le mie forze, cercherò di insegnarti a non farlo.

 

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