COME SPIEGARE LA MORTE AI BAMBINI

Parlare di morte con i bambini: quali sono le parole giuste?

Spiegare la morte ai bambini è una delle più grandi difficoltà.
Si ha paura della reazione che il bambino potrebbe avere, della sua interpretazione della situazione, delle conseguenze che un lutto improvviso potrebbe lasciare nella sua memoria.

Ne parliamo con Sara, educatrice e consulente per la genitorialità, blogger di Briciole di Nido e del canale Youtube Indaco e Vaniglia.

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come spiegare la morte ai bambini, spiegare la morte di un nonno, spiegare la morte della mamma a un bambino, spiegare la morte del papà a un bambino, elaborare un lutto, paura della morte nei bambiniArgomento complicato: come spiegare la morte ai bambini?

Tendenzialmente ti direi che non si spiega la morte ai bambini ma si racconta, se vogliamo si mostra. Ci sono libri bellissimi e davvero ben fatti che possono aiutarci in questo oneroso compito, ultimamente è uscito anche un film molto bello, Coco della Disney Pixar che oserei dire affronta la morte con una delicatezza davvero ammirevole.

 

Quali parole o immagini consigli di utilizzare per spiegare la morte a un bambino?

Per spiegare la morte a un bambino, più che parole mi farei aiutare da uno dei primi concetti che i bimbi sviluppano nel corso della loro crescita personale: il concetto di permanenza dell’oggetto.
Certo qui non si tratta di un oggetto ma di una persona oppure di un animale, ma il principio di fondo non cambia, cercando di semplificare all’estremo quello che il bimbo nota nella sua quotidianità, è che questa persona prima c’era ed ora non c’è più.
Non avrei paura di utilizzare la parola “morte” ma cercherei di affiancarla ad un tono delicato ed uno sguardo amorevole.
Per quanto riguarda le immagini come accennavo nella prima domanda ci sono dei libri e film meravigliosi, uno fra tutti “La nonna addormentata” di Roberto Parmeggiani.

 

Come cambia la spiegazione della morte a un bambino a seconda dell’età?

Cambia moltissimo. Nei bambini molto piccoli per esempio è facile che addirittura l’argomento non sia quasi necessario toccarlo, ma che in realtà questa nuova situazione si inserisca nella quotidianità del bambino senza che nemmeno se ne renda pienamente conto. Ovviamente per i bimbi più grandi le cose cambiano.
Diciamo che più cresce l’età più cresce la consapevolezza della morte ma anche la sensibilità per capire e comprendere, secondo i loro strumenti, un argomento tanto profondo.

 

Come possiamo affrontare con un bambino una perdita improvvisa e inaspettata?

Su come affrontare un lutto con un bambino ci sono molte scuole di pensiero, personalmente io sono per la delicatezza ma anche per la chiarezza. Rendere l’informazione il meno ambigua possibile.
Quindi in questo caso penso che mi avvicinerei al bambino e, tenendo conto della sua età e quindi di cosa è in grado di comprendere, spiegherei con un tono dolce e pacato, che purtroppo quella persona alla quale tanto voleva bene non c’è più.
Non la può più toccare né giocarci insieme, ma la può ricordare, parlare di lei e tutte le volte che ne avrà bisogno, potrà chiedere qualsiasi cosa voglia sapere.

 

E, in caso di malattia, come possiamo preparare un bambino alla morte di un parente?

Anche nel caso in cui sia necessario preparare un bambino alla morte di un parente sono per una “delicata onestà”. Se si tratta di una malattia molto grave inizierei a preparare il bambino gradualmente. Prima gli farei prendere coscienza di quello che sta cambiando nella sua realtà.
Se ad esempio vede la mamma piangere, non lo nasconderei ma spiegherei “la mamma è un po’ triste perché questa persona è tanto malata, ma se mi dai un forte abbraccio torno ad essere un pochino felice”.
Spiegherei che questa persona sta molto male e che purtroppo arriverà un momento nel quale non riuscirà più a farcela e allora si chiuderanno gli occhi e il cuoricino smetterà di battere. A quel punto resterei pronta ad accogliere tutto il fiume di domande che probabilmente s’innescheranno l’una con l’altra, rispondendo sempre con lo stesso metodo: “delicata onestà”.

 

Affrontiamo dei casi concreti: come si spiega la morte della mamma o la morte del papà ad un bambino?

Spiegare a un bambino la morte di un genitore è una situazione molto particolare e sicuramente mi farei aiutare da una persona competente. Il bambino, ma l’intera famiglia sta affrontando un lutto tremendo ed è giusto chiedere aiuto a chi ha gli strumenti per sostenerci.

 

E come spiegare ai bambini la morte del nonno o della nonna?

Spiegare la morte di un nonno ai bambini è un caso diverso rispetto al precedente, è un lutto tremendo ma che coinvolge una sfera emotiva meno potente rispetto quella del genitore.
In questo caso comincerei sempre con delicatezza spiegando che si deve dire una cosa molto brutta. Chiederei se preferisce venire in braccio o stare seduto e poi spiegherei quello che è accaduto ad esempio “questa mattina la mamma ha ricevuto una telefonata, mi hanno detto una cosa molto triste, il nonno non c’è più” a quel punto siate pronti ad accogliere quello che arriverà.
Potranno essere lacrime come domande. Fatevi trovare preparati e sempre con il metodo della “delicata onestà”. Alla fine della discussione si potrebbe chiedere come si sente il bambino e se c’è qualcosa che si può fare per farlo stare un pochino meglio (una cioccolata calda, andare fuori al parco, guardare un cartone animato insieme…).
Preparatevi anche ad un rifiuto, i bambini sono molto saggi e a volte vogliono guardare in faccia il loro dolore.

 

Consigli di parlare di morte a un bambino anche fuori da episodi concreti?

Solo se l’argomento esce fuori naturalmente. Quindi se non ci fosse nessun parente malato o nessuna situazione critica aspetterei che il bambino si imbatta in questo argomento da solo e che sia lui a portarlo a casa con la necessità di affrontarlo. Non consiglio di parlare di morte ad un bambino senza un episodio concreto che giustifichi il discorso.

 

Quali errori commettono più frequentemente i genitori nei confronti di un bambino di fronte alla morte?

Premetto che non mi è capitato spesso di gestire situazioni di questo tipo, ricordo però che quando lavoravo al nido, mi capitarono dei genitori che, per paura di ferire il bimbo (piccolo ma non piccolissimo, poco più di due anni) avevano deciso di non affrontare l’argomento e di mostrarsi sempre felici. Le poche volte che saltava fuori la domanda da parte del bambino liquidavano con un “il nonno non c’è amore, è al mare ricordi?”.
Questo a mio avviso non va bene, i bambini sono perfettamente in grado di comprendere e interiorizzare concetti difficili e tristi come quello del lutto. Ignorando questa loro necessità, procrastiniamo un tassello importante per la loro crescita emotiva. Il lutto purtroppo esiste, bisogna affrontarlo e bisogna dare ai bambini la fiducia che meritano, evitando così di crescere bambini emotivamente incapaci di gestire le situazioni difficili. Non bisogna mai mentire ai bambini sulla morte di un parente.

 

Come consigli ai genitori di affrontare il proprio dolore? Nasconderlo o mostrarlo al bambino? E fino a che punto?

Come dicevo nelle domande precedenti il dolore c’è ed è giusto che il bambino lo veda. La misura è quella dell’onestà delimitata però dalla forza che ci deve arrivare proprio dal nostro bimbo. Se mi viene da piangere e sono molto triste non dovrò nasconderlo, basterà abbracciare il nostro bimbo e spiegare che stiamo piangendo perché siamo molto tristi. Però poi, cerchiamo di reagire e di farlo proprio in virtù del fatto che il nostro bimbo sta imparando da noi come va affrontato il dolore: non zittirlo ma nemmeno soccombere ad esso.

 

Un altro punto complicato su cui spesso le posizioni sono discordanti è quello se mostrare oppure no un defunto ad un bambino. E se far partecipare oppure no un bambino ad un funerale. Cose ne pensi?

Io sono assolutamente contraria. Lo sono per gli adulti figurarsi per i bambini! La morte non si interiorizza guardando il corpo esanime di una persona ma con la sua assenza nel quotidiano.
Capisco però che molti invece abbiano questa necessità. Ecco, se per un adulto posso comprenderlo per quanto la mia posizione sia molto diversa, per un bambino invece no, ritengo sia davvero troppo.

 

Consigli per aiutare un bambino ad elaborare un lutto?
Se al bambino resta la paura della morte, come possiamo aiutarlo?

Parlarne. Essere pronti a rispondere alle sue domande e alle sue paure in qualsiasi momento con onestà e gentilezza. Non mostratevi mai scocciati nel rispondere a delle domande, richieste o esigenze del vostro bimbo perché sarebbe uno dei torti più grandi che voi possiate fargli.
Non banalizzate le sue paure, non minimizzatele.
La paura della morte in un bambino è normale.
Se ha bisogno di stare con voi o di dormire con voi perché si sente più al sicuro, concedetegli questa sicurezza. Solo in questo modo ricostruirete una base solida che gli permetterà poi di ritrovare forza ed autonomia.

 

Libri per affrontare il tema della morte con un bambino: quali consigli?

Esistono degli ottimi libri per spiegare la morte ai bambini.
Oltre a “La nonna addormentata” di Roberto Parmeggiani che ho già citato precedentemente aggiungerei senz’altro “La nonna in Cielo” di Lavatelli e Pintor.
Il primo libro lo consiglio perché spiega benissimo tutta la fase della malattia con il triste epilogo, che però sul finale mostra anche un pizzico di gioia ritrovata e buon umore.
Il secondo affronta benissimo il tema del ricordo che è quello che dicevo prima, questa persona non c’è più fisicamente ma la si può ricordare e parlare di lei. Strappa anche un sorriso e direi che in questa occasione non è cosa da poco!

 

Grazie Sara.
A presto.

Grazie a te Ale per avermi ospitata!

 

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