DEPRESSIONE POST-PARTUM – SBAGLIATA

depressione post partum; mamma in difficoltà; mamma in crisi; supporto per mamme; psicologa per mamme; mamma lavoratrice; donna e mamma

Sulla depressione post-partum – “Ho bisogno di aiuto”

È iniziata così la mia esperienza con Chiacchiere da Venere.
È iniziata quando ho deciso che ero in difficoltà. Quando ho smesso di sentirmi in colpa per questo.
È iniziata perché lei la conoscevo. Non credo mi sarei mai rivolta ad uno specialista, lo ammetto. Ero in difficoltà, lo sentivo. Ma quella difficoltà da cui “ci passano tutte”, quella da cui se non ne esci da sola non sei una brava mamma, quella che devi accettare come arricchimento, crescita, parte integrante della tua nuova vita. Quella che fa parte del gioco. Quella che sono secoli che le donne affrontano e superano da sole.

Mi sono sempre immaginata mamma. E mi sono sempre immaginata una mamma “da invidiare”. Non rispetto ad altre mamme o a modelli specifici. Ma rispetto alla mia personalissima idea di mamma. Una mamma piena di energie, di idee, di stimoli, di allegria. Una capace di portare avanti tutto alla perfezione, famiglia, amici, carriera.

Eppure quando è nata la mia bambina qualcosa non è partito come mi aspettavo. Non l’ho amata al primo sguardo.
Lei bellissima e sconosciuta. In un attimo è piombata in una vita perfettamente organizzata come io la volevo, come per anni avevo faticato per costruirla. Lei ha scombinato i piani, ha preso il sopravvento, ne è diventata il timone. Io, capitano della mia esistenza da sempre, mi sono vista scippare il comando.

Potevo avere intorno mille aiuti, mille persone disposte a farsene carico, ma la vita davvero cambiata per sempre era la mia e a sentirmi completamente insoddisfatta di questo cambiamento che avevo cercato ero io.
La vita di cui ero profondamente innamorata sembrava sgretolarsi davanti a questa esperienza totalizzante. E non riuscivo ad amare questo cambiamento perché io ero innamorata di me, dei miei equilibri perfetti, dei miei programmi.

Eppure avrei semplicemente voluto che quella bambina si incastrasse nei confini che le avevo riservato. C’era spazio per lei, lo sentivo. C’è sempre stato spazio per lei. Ma uno spazio che avevo la pretesa di tenere sottocontrollo, di ritagliare rispetto a quella che era la mia volontà, non la sua. Non credevo potesse avere il potere di distruggere i miei programmi, i miei progetti, me.

Avrebbe dovuto stare lì, nello spazio d’amore che le avevo riservato, uno spazio ben definito, in mezzo alla mia vita che avrebbe dovuto continuare a scorrere come prima, nel suo ordine e nella sua direzione.

Oggi ci ripenso con un po’ di malinconia. Questo mio non riuscire ad accettare che la vita e l’Amore trabordassero dai confini che gli avevo riservato mi ha fatto vivere i primi momenti col freno tirato. In continua lotta nel tentativo di rispettare quelli che erano i miei piani. E ogni volta mi trovavo a dovermi arrendere a lei, alla sua forza dirompente, alle sue richieste e alle mie responsabilità. A non trovare le regole, ad abdicare a quella che ero e a quella che mi ero immaginata sarei riuscita ad essere. Una sconfitta quotidiana. La frustrazione di non capire che la vita di prima non esisteva più e l’insistenza di volerla recuperare, di non volerla abbandonare, di non voler dare spazio a qualcosa che non avevo pianificato.

La mia non è mai stata depressione post-partum. Io mi sono sempre sentita bene. Solo che ero incazzata. Incazzata con chi non me l’aveva detto davvero che sarebbe stato così, con chi non me l’aveva spiegato, con chi non aveva insistito o aveva detto “però ne vale la pena”. Incazzata con quelle che sapevano bastarsi nel loro ruolo di mamma, che rinunciavano con piacere a quello che erano abituate a fare e incazzata con quelle che riuscivano a fare esattamente tutto quello che volevano, o almeno cosi dicevano. Incazzata con le vite perfette di Instagram, i capelli in ordine e il trucco di giornata. Incazzata con me che avevo creduto che sarei stata migliore e che avrei gestito perfettamente tutte quelle cose che le altre mamme ti raccontano e di cui pensavo “esagerate”. Incazzata con lei che era troppo per me, che andava oltre, che era tutto. Che mi aveva stravolto. Che l’avevo voluta, sì, ma a cui non avevo dato il permesso di fare quello che stava facendo.

Da quando ho lasciato entrare un aiuto nella mia vita, ho lasciato che scavasse dentro i miei pensieri, ascoltasse il caos che mi esplodeva nella testa, che capisse insieme a me che non si trattava di depressione post-partum, le cose che volevo hanno improvvisamente cominciato a succedere. Senza un’azione consapevole da parte mia, senza impegnarmi in cose che non avevo né tempo né voglia di fare. Senza appesantire le mie giornate già cariche. Semplicemente rimettendo ordine, facendo spazio, eliminando quello che non serviva, portando alla luce quello che era rimasto sepolto…e credo di aver fatto io tutto questo, di aver deciso io cosa sistemare, quando e come far accadere le cose, quelle che volevo.
Eppure non me ne sono accorta. Mi sono semplicemente riappropriata di me. Di una me nuova che sentivo così lontana, così diversa, così dannatamente estranea.

Ce l’avrei fatta da sola?
Forse.
Non ne sono sicura però.
Credo che avrei accettato l’idea, mi sarei abituata e magari mi sarei anche compiaciuta, ogni tanto. Ma la me che volevo essere temo avrebbe continuato a scalpitare, mettendomi costantemente di fronte a una rinuncia che non ho mai profondamente digerito e non so se l’avrei mai fatto fino in fondo.

A volte lo vorrei tanto, ma io non sono una fatta per accontentarsi.

Grazie per avermelo ricordato e per avermi restituito quella che voglio diventare.

***

Non sentiamoci mai sbagliate, MAI: https://www.chiacchieredavenere.it/coaching-per-mamme/

#vitadamamma

 

ARTICOLI CORRELATI

Sostegno alla genitorialità, depressione post-partum, sentirsi una mamma inadeguata, sentirsi una pessima madre, supporto per neomamme, parental coach, supporto ai genitori.