LA MAMMA CHE VORREI ESSERE

Prima di diventare mamma mi piaceva immaginare come sarei stata: mi sentivo una di quelle piene di idee, che si sarebbe inventata mille nuove cose da fare insieme, lavoretti creativi, occasioni in cui sperimentare, imparare e crescere. Non sono una che tende a stressare i figli ma di sicuro sono una che crede fortemente che gli stimoli siano fondamentali per aiutare i bambini a capire l’importanza della curiosità, a rendersi conto di quante cose puoi scoprire di te se qualcuno ti spinge a provarci.

Una a cui sarebbe piaciuto uscire sempre ordinata, allegra, piena di energia…avete presente una di quelle mamme da invidiare? Non per cattiveria o per competizione. Non è una gara con le altre mamme, è una questione con se stesse.
Ho sempre pensato che da quando fossi diventata mamma mi sarei impegnata per farla davvero bene. Per essere perfetta. E per perfetta non avevo in mente nessun modello in particolare…perfetta per quello che ritenevo io di voler fare e voler essere, per la mamma che i miei pensieri proiettavano davanti a me, quella che potenzialmente sarei potuta diventare, quella che la mia mente aveva costruito sulla base di quella che ero, sulla base della parte migliore di me.

Poi è subentrata la stanchezza. Quella con cui non avevo fatto i conti.
Tutti te la raccontano, il tuo inconscio lo sa e la mancanza di sonno è una tra le paure più grandi prima di diventare mamma.
Ma quando la provi davvero è un’altra cosa.

Non pensavo che avrei toccato apici di spossatezza inenarrabili, con gli occhi che si chiudono e il mal di testa sopra le tempie. Quello che innervosisce e annulla.

Non avrei mai pensato che fino all’attimo prima di rientrare dal lavoro non avrei visto l’ora di abbracciare i miei bambini con la voglia di godermi quegli scampoli di giornata per stare finalmente insieme, per essere la mamma che ho sempre sognato di diventare, e ritrovarmi invece 10 minuti dopo a calcolare quanto mancasse alla messa a nanna e poter finalmente respirare.

È qualcosa di inspiegabile la consapevolezza che questi momenti magici non torneranno mai più, la voglia di riuscire davvero a goderseli a pieno, di non perdersi nessuna sfumatura, di respirare ogni atomo di questa esperienza e insieme il desiderio che passino in fretta, nella speranza che ad un certo punto le energie per essere la mamma che vorrei tornino e io riesca davvero a riconoscermi all’interno di questo mio nuovo importantissimo ruolo per quella che mi ero immaginata.

Poi però li guardo, mentre cercano un mio abbraccio, la mia approvazione, una spiegazione, una risposta…e realizzo che i miei bambini non hanno in loro un’idea di mamma, non si aspettano da me qualcosa di stabilito, non sanno che potrei essere di più, non sanno che sognavo di essere diversa. Loro prendono per perfetto tutto quello che posso dargli. Ogni piccolo momento insieme per loro è prezioso. Sono loro a saper renderlo unico, speciale, a rielaborarlo nei loro pensieri e nei loro ricordi, ad imparare qualcosa anche dove io ho la sensazione di non insegnargli nulla.

Ed è splendido rendersi conto che la perfezione non sta nell’idea che noi ci siamo fatte, ma sta negli occhi di chi guarda ogni nostro piccolo e stanco gesto come la carezza che sfiora la loro vita e la rende speciale.

#vitadamamma #quellachenonsei #seidipiu #mammablogger

 

ARTICOLI CORRELATI

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre × 4 =