TOGLIERE IL PANNOLINO: VADEMECUM DELLO SPANNOLINAMENTO

Immagine dal web

Estate, tempo per mamme e bambini della PROVA PANNOLINO…la prova costume a confronto spaventa meno.

Suggerimenti e dogmi da sfatare affinché “togliere il pannolino” sia un traguardo da raggiungere senza difficoltà.

Quello che ho imparato dopo un incontro con una pedagogista.

QUANDO TOGLIERE IL PANNOLINO

Non esiste un QUANDO togliere il pannolino stabilito per legge.
Esistono però segnali/momenti che indicano che si può iniziare lo spannolinamento.

  • Il CONTROLLO DELLO SFINTERE, indispensabile per trattenere cacca e pipì, si raggiunge tra i 18 e i 24 mesi.
    Intorno ai 15 mesi si può iniziare a far sedere il bambino sul vasino: non importa se farà o meno la pipì, si tratta di “prendere confidenza”. La cosa non deve durare più di 5 minuti, ad esempio prima della nanna o appena sveglio.
    Prima dei 15 mesi, se si riconosce il momento in cui il bambino sta facendo la cacca, si può ripetere la parola “cacca” per aiutare ad associare la parte verbale al gesto e allo stimolo.
    In quest’ottica è importante evitare di utilizzare la parola “cacca” per indicare indifferentemente tutto ciò che è sporco…la terra è terra, la spazzatura è spazzatura e solo la cacca è cacca.
  • ANNUNCIAZIONI VERBALI O NON VERBALI: il bambino ha associato le parole cacca/pipì all’evento o quando fa cacca/pipì compie dei gesti specifici (ad es. si nasconde).
  • CURIOSITÀ PER IL VASINO o per la cacca/pipì degli altri, per la cacca/pipì di mamma e papà quando va in bagno con loro.
  • I GENITORI SONO PRONTI. Il genitore deve prendere in mano la situazione: “aspettare i tempi del bambino” sì, ma è il genitore che deve incuriosire e stimolare il bambino e avvicinarlo all’obiettivo, senza forzare ma con gradualità.

Non è necessario ASPETTARE L’ESTATE: quella è una comodità del genitore. Anzi, paradossalmente d’inverno il bimbo sente più fastidio ad essere bagnato e quindi capisce prima di dover andare sul vasino.
Se si è già in estate meglio, è più comodo per tutti e per tanti motivi, ma se il bambino dà i segnali giusti a novembre non è il caso di aspettare giugno dell’anno dopo. Si perde tempo e si permette ad un’abitudine che va comunque tolta di consolidarsi, rendendo poi più difficile il passaggio.

Non bisogna aspettare per EVITARE LA FRUSTRAZIONE. La frustrazione del farsela addosso non deve essere un problema. Le frustrazioni fanno parte della vita e un genitore deve insegnare ad affrontarle, NON A EVITARLE.
Sicuramente bisogna concordare insieme come gestire l’errore ma senza esserne spaventati…pensare di togliere il pannolino senza che il bambino si bagni o si sporchi è sbagliato. È provando cosa succede se non avviso che imparo che devo avvisare. E per imparare ci vuole tempo e pazienza…per noi sembra una cosa facile e scontata ma un bambino non l’ha mai fatto in vita sua, è nato con il pannolino…deve avere il tempo di sperimentare e capire (succede una volta? succede tutte le volte? succede solo per la pipì? succede anche per la cacca?).

TOGLIERE IL PANNOLINO PRIMA DI ANDARE ALL’ASILO

Non esiste nessun obbligo che lo preveda e sono le maestre che si devono adeguare se ci sono problematiche o difficoltà, non le mamme a sentirsi in difetto.
Certo è che se non ci sono patologie sarebbe meglio togliere il pannolino prima dell’ingresso alla scuola dell’infanzia sia perché prima si toglie un’abitudine più semplice è l’accettazione, sia perché all’asilo la maggior parte dei bambini non l’avrà e intorno ai 3 anni si cominciano ad avvertire il senso della vergogna e dell’imbarazzo se si è gli unici ad averlo.

TOGLIERE IL PANNOLINO: CONSIGLI UTILI

Sarebbe bene, quando si decide di iniziare lo spannolinamento, che la mamma o il papà potessero dedicare qualche giorno al bambino (almeno 3/4 giorni), scegliendo un periodo tranquillo e a casa (per questo non sono consigliate le vacanze al mare, meglio affrontare la cosa nella tranquillità del proprio ambiente).
Ovviamente poi la gestione può essere delegata, coinvolgendo i nonni o l’asilo nido. È bene condividere con loro l’intenzione prima di iniziare a togliere il pannolino in modo che si sia tutti d’accordo sul da farsi e sul come fare e cosa dire (le parole da usare quando va bene e quelle da usare quando va male) senza essere costretti a fare un passo avanti e due indietro perché non ci si è allineati.
Le educatrici del nido sono un importante punto di confronto per capire se anche loro vedono il bambino pronto per togliere il pannolino anche da un punto di vista emotivo e non solo fisico o verbale.

SPANNOLINAMENTO: ABITUARE AL VASINO

Si può iniziare a togliere il pannolino creando un momento all’interno della giornata in cui fare il primo passo, ad esempio o la mattina appena svegli o la sera prima di andare a nanna. Si deve creare un MOMENTO INTRIGANTE e RILASSANTE. Ci si siede sul vasino per 5/10 minuti, non di più, e ci si racconta la giornata, si legge un libricino, la mamma svela un segreto, si fa un massaggino alla schiena, si canta una canzoncina, si chiama la pipì.
Attenzione a non esagerare, intrattenimento sì ma che non distragga troppo: la concentrazione deve rimanere sull’avvertire lo stimolo e fare la pipì. Se dopo 5/10 minuti il bambino non ha fatto nulla basta…non va bene restare troppo sul vasino, sul vasino si sta per fare la pipì/cacca.
Per lo stesso motivo il vasino va tenuto in bagno e il momento intrigante va creato lì, non altrove.
Ben vengano i festeggiamenti e le skypecall intercontinentali per festeggiare l’evento…ma anche in questo caso non bisogna esagerare per non creare troppa responsabilità…la volta dopo potrebbe andare meno bene e deve essere tutto ok comunque.

Evitare di chiedere troppo spesso al bambino se deve fare la pipì perché diventa un’ossessione e si ottiene il risultato opposto ossia che ogni 10 minuti sia lui a chiedere di farla anche se non è vero.
Ad un adulto non scappa ogni 30 minuti e nemmeno ad un bimbo. Lo si porta in bagno ogni ora/ora e mezza, dando modo alla vescica di riempirsi e allo stimolo di essere avvertito, accettando il rischio che se la faccia addosso, va bene così.
Vietato creare ansia, nemmeno in via indiretta (al telefono coi nonni o la baby sitter o quando lo si prende al nido non bisogna sempre chiedere della cacca/pipì).

IN QUANTO TEMPO SI TOGLIE IL PANNOLINO

Se lo spannolinamento avviene al momento giusto e nel modo giusto in 3/7 giorni si riesce a togliere il pannolino di giorno definitivamente. Ovviamente non vale per tutti e dopo questo periodo non è detto che andrà sempre alla perfezione.

A questo tempo va aggiunto un periodo precedente più o meno lungo di avvicinamento al vasino o al riduttore, soprattutto con i bambini più piccoli…

FALSO che tolto il pannolino una volta non si torna più indietro. Si prova e non si demorde subito ma se nel giro di 2/3 settimane la faccenda è tragica si può tornare indietro, azzerare completamente, non parlare più della cosa per almeno un mese ed eventualmente riprovare…spesso potrebbe essere lo stesso bambino, riacquistata serenità e sicurezza, a chiedere di togliere il pannolino di nuovo.
Non si torna indietro perché si bagna; si torna indietro se emotivamente il bambino dimostra grandi difficoltà.

TOGLIERE IL PANNOLINO DI NOTTE

Il sonno va mantenuto tranquillo. Sia per la nanna del pomeriggio che per la notte il pannolino si mette ancora per un po’. Anzi, essendo la pipì notturna legata allo sviluppo di un ormone (ADH), fino ai 6 anni il pannolino di notte NON È UN PROBLEMA.
Se per un po’ di notti il pannolino si trova asciutto si può provare a toglierlo mettendo sempre però qualunque cosa possa semplificare il cambio lenzuola. Bagnarsi di notte, quando si sta dormendo e non si ha consapevolezza, è molto più frustrante che bagnarsi di giorno e si rischia di avere problemi di risvegli e sonno agitato.
Dopo i 6 anni, su valutazione del pediatra, si possono fare approfondimenti legati all’analisi dell’ormone che regola la pipì notturna.

TOGLIERE IL PANNOLINO: VASINO O RIDUTTORE

Non ci sono regole definite.
Da un certo punto di vista il vasino favorisce l’autonomia del bambino che può autogestirlo con più facilità. Da un altro punto di vista con il vasino si va ad instaurare un’altra abitudine che andrà prima o poi sostituita.
In linea generale, probabilmente, è meglio il riduttore, soprattutto se il bambino è già grandicello (magari si può andare insieme a comprarlo e lo si fa scegliere a lui).

SPANNOLINAMENTO: CACCA VS PIPI

I più piccoli fanno meno fatica ad avvertire lo stimolo della cacca perché decisamente più forte di quello della pipì e potrebbero avvisare più facilmente per quella.
Più si va avanti più invece il bambino tende ad avvisare per la pipì ma a voler fare la cacca nel pannolino perché subentra l’imbarazzo e perché sbagliando spesso da piccoli parliamo di “cacca” per indicare cose sporche e schifose…così il bambino vuole fare la cacca di nascosto, come fosse una cosa brutta e che non accetta di fare.

Quando è l’orario della cacca (più o meno una mamma lo sa) bisogna proporre al bambino di stare un po’ seduto sul vasino, creando sempre il famoso MOMENTO INTRIGANTE e RILASSANTE e provare a chiamare insieme la cacca…bisogna avere pazienza e se per qualche (pochi) giorni non la fa non succede nulla. Anche in questo caso, senza drammatizzare, si può correre il rischio che se la faccia addosso, stabilendo a priori le parole da usare per spiegare l’accaduto.
Se si hanno bimbi ancora piccoli è bene evitare per tempo di fare scene vomitevoli ad ogni cambio cacca e a chiamare cacca tutto ciò che fa schifo.

TOGLIERE IL PANNOLINO: MASCHIETTI VS FEMMINUCCE

In linea molto generale è vero che le femminucce tolgono prima il pannolino, così come sono più precoci su altre azioni che comportano una “presa di responsabilità o di iniziativa” ma non è sempre così. Dipende da bambino a bambino, dal carattere, dal fatto se sia il primo o il secondo, se frequenta l’asilo nido, se è stato correttamente stimolato ecc. ecc.

PANNOLINI LAVABILI E TRAINING PANTS

I pannolini lavabili dovrebbero favorire lo spannolinamento perché la sensazione di umido è più evidente e questo farebbe da motivazione. In realtà se il momento è quello giusto non c’è differenza…si agisce sullo stimolo, non sulla sensazione di bagnato.
Le training pants sono comode per i primissimi giorni ma attenzione che possono dare la sensazione al bambino di avere il pannolino e confonderlo.
Alcune famiglie stanno sperimentando l’elimination communication, ossia il crescere i bambini fin dalla nascita senza pannolino…ma questa è un’altra storia.

YES WE CAN

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